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sabato 20 agosto 2011

La vera storia di Jesse Owens e Adolph Hitler alle Olimpiadi di Berlino del 1936

Le Olimpiadi del 1936 vissero in pieno il clima fortemente propagandistico voluto dal regime hitleriano, il dittatore germanico usò la manifestazione per diffondere l'immagine della cultura nazista nel mondo. Dovette però fare i conti con Jesse Owens, il primo atleta di colore a ergersi protagonista assoluto nella storia dei Giochi.

Hitler si trovò a gestire una manifestazione accettata dal precedente governo, ma fece buon viso a cattiva sorte, anzi usò la rassegna olimpica come strumento di propaganda del proprio regime.
Hitler auspicava anche un grande trionfo per la nazionale germanica, che ebbe la possibilità di godere di un periodo di preparazione accurato e senza precedenti.
Adolf Hitler, che dapprima non vede affatto di buon occhio la manifestazione, in un secondo momento si convince che i Giochi possono essere invece uno straordinario strumento di propaganda per magnificare al mondo la superiorità fisica della razza ariana e la grandezza del nazionalsocialismo. Viene così fatto edificare il monumentale Reichssportfeld, il campo sportivo del Reich, ben 25 maxi-schermi sono installati per tutta la città e viene introdotto il rituale della fiaccola portata di corsa da Olimpia dai tedofori.

Tutto questo mentre negli Stati Uniti si forma un movimento per il boicottaggio delle Olimpiadi nella Germania nazista, visto con favore dal presidente Roosevelt che più volte aveva chiesto lo spostamento della sede. Alla fine viene inviato in Germania il conservatore Avery Brundage per una perlustrazione. Brundage, che in seguito paleserà simpatie filonaziste e diventerà presidente del Comitato Olimpico Internazionale, riporta favorevoli impressioni a Roosevelt, che si convince così ad inviare i suoi atleti.
La Spagna è l'unica nazione a boicottare i Giochi organizzando l' Olimpiade Popolare Alternativa, subito interrotta per lo scoppio della guerra civile.
Un altro tentativo di boicottaggio viene dal lottatore tedesco Werner Seelenbinder, militante comunista che alla fine decide di partecipare rifiutandosi però di rivolgere il saluto al Führer e promettendo parole infiammate in caso di vittoria. Il partito nazista - che solo otto anni dopo lo condannerà a morte per attività sovversiva - lo appoggia in virtù delle sue straordinarie doti, convinto che porterà a casa la medaglia d'oro.
L'atleta dovrà invece accontentarsi di una quarta posizione.
Gli atleti tedeschi risposero nel migliore dei modi, conquistando 32 medaglie d'oro, 26 d'argento e 30 di bronzo, ma dovettero fare i conti anche con gli altri, in particolare con Jesse Owens, l'uomo che diede più di un dispiacere al dittatore nazista.
La teoria predicata dal terzo Reich, circa la superiorità della razza ariana, subì un duro colpo di fronte alle imprese dell'atleta del Michigan, Owens conquistò ben quattro medaglie d'oro, 100, 200, Lungo e 4x100, tutte a suon di primati del mondo.
Per quattro volte Hitler dovette abbanndonare lo stadio in fretta e furia, pur di non stringere la mano al rappresentante di una razza ritenuta inferiore, un rituale che si ripetè anche in occasione della maratona vinta dal "giallo" Kitei Son.
I giapponesi regalarono altri dispiaceri ai teorici della superiorità ariana, in piscina furono i dominatori incontrastati, costringendo anche i quotati statunitensi a ingoiare amari bocconi.
Tutta la rassegna olimpica fu seguita con grande impegno dai media dell'epoca, in particolare Hitler commissionò alla regista Leni Riefenstahl la ripresa cinematografica dei Giochi, che rimane uno dei documenti più preziosi nella storia della cinematografia sportiva.
Ma all'orizzonte si profilava già il nuovo conflitto mondiale, bisognerà aspettare oltre un decennio per poter rivedere sventolare la bandiera dei cinque cerchi.
James Cleveland "Jesse" Owens (12 settembre 1913 - 31 marzo 1980) velocista statunitense. Noto per la sua partecipazione alle Olimpiadi estive del 1936, svoltesi a Berlino, dove vinse quattro medaglie d'oro e fu la stella dei giochi. Owens nasce a Oakville (Alabama) e cresce a Cleveland (Ohio). Gli venne dato il nome Jesse da un insegnante di Cleveland che non comprese il suo accento quando disse di chiamarsi J.C.
Owens stabilisce il record del mondo del salto in lungo all'Università del Michigan nel 1935. Il 25 maggio 1935, nel giro di 45 minuti, al Big Ten meet di Ann Arbor (Michigan), stabilì i record del mondo di salto in lungo, 220 iarde, 220 iarde a ostacoli bassi, ed uguagliò quello delle 100 iarde. Owens vinse quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi estive del 1936; il 3 agosto 1936 vinse i 100 metri, il 4 agosto il salto in lungo, il 5 agosto i 200 metri, e dopo che venne aggiunto alla squadra della 4x100, il 9 agosto, concluse con la vittoria nella staffetta 4x100. La sua performance venne bissata solo nelle Olimpiadi di Los Angeles 1984, quando Carl Lewis vinse quattro ori nelle stesse gare.
Un mito persistente è cresciuto sul fatto che Hitler intendeva usare i Giochi per promuovere la "superiorità ariana", e fosse presente allo stadio durante alcune delle gare di Owens, ma si fosse rifiutato di riconoscerlo dopo le sue notevoli prestazioni. In realtà, nella sua autobiografia, "The Jesse Owens Story", Owens stesso raccontò come Hitler si alzò in piedi e gli fece un cenno con la mano:
Cerimonia di premiazione del salto in lungo alle Olimpiadi del 1936 con Tajima, Owens e Lutz.
"Quando passai il Cancelliere si alzò, fece un cenno con la mano e io gli risposi. Penso che gli scrittori mostrarono del cattivo gusto nel criticare l'uomo del momento in Germania." - Jesse Owens, The Jesse Owens Story, 1970.
In quello che divenne un episodio estremamente ironico, il presidete statunitense dell'epoca, Franklin D. Roosevelt, in quel periodo impegnato in un elezione, e preoccupato della reazione degli stati del sud, si rifiutò di incontrare Owens alla Casa Bianca: Owens fece notare in seguito che fu Roosevelt, e non Hitler, a snobbarlo.
Dopo i Giochi, Owens ebbe difficoltà a sbarcare il lunario, e divenne un promotore sportivo, promuovendo essenzialmente se stesso. Egli concedeva ai velocisti locali dieci o venti iarde di vantaggio, battendoli ugualmente sulla distanza delle 100 iarde. Inoltre sfidò e sconfisse dei cavalli da corsa, anche se rivelò che il trucco consisteva nel correre contro dei veri e propri purosangue che si sarebbero spaventati con il colpo di pistola dello starter, concedendogli un buon vantaggio.
Il suo lavoro promozionale si trasformò in una carriera nelle pubbliche relazioni, compreso un lungo periodo come disc jockey jazz a Chicago.
Owens, fumatore da un pacchetto al giorno per 35 anni, morì di cancro ai polmoni all'età di 66 anni a Tucson (Arizona). È sepolto nell'Oak Woods Cemetery, di Chicago.
http://www.sindromedistendhal.com/Alzheimer/proteste-olimpiadi-cina-tibet-berlino-1936-jesse-owens.htm


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